Martedì 29 novembre

“Bande de Filles” di Céline Sciamma

images-jpgbande-de-filles

Presenterà la serata il prof. Antonio Calò

Con Karidja Touré, Assa Sylla, Lindsay Karamoh, Mariétou Touré, Idrissa Diabate

112 min. – Francia 2014.

Scritto e diretto da Céline Sciamma, Diamante nero racconta la storia di Marieme, una adolescente che oppressa dalla situazione familiare, dalle scarse prospettive scolastiche e dallo strapotere maschile nel suo quartiere, inizia una nuova vita dopo aver incontrato un gruppo di tre ragazze dallo spirito libero. Cambiando nome, modo di vestire e comportamento, Marieme spera di trovare con loro la propria via verso la libertà.

Con la direzione della fotografia di Crystel Fournier, le scenografie di Thomas Grézaud e le musiche di Para OneDiamante nero è interpretato da un gruppo d quattro attrici alla loro prima esperienza cinematografica: Karidja Touré (è la protagonista Marieme, che appare in tutte le scene), Assa Sylla (è Lady, leader della banda femminile in cui entra Marieme), Lindsay Karamoth (è Adiatou, componente del gruppo dotata di rara parlantina e intelligenza) e Marietou Touré (è Fily, membro della banda tanto enigmatica quanto silenziosa). A spiegare meglio la genesi del progetto sono le parole della stessa regista, in occasione della presentazione di Diamante nero al Festival di Cannes 2014: «A scatenare il progetto sono state le ragazze adolescenti che vedo regolarmente nei dintorni dei centri commerciali, della metropolitana o delle stazioni ferroviarie di Parigi. Sempre insieme come in una banda, forti e vivaci, le ragazze hanno catturato la mia attenzione e ho voluto approfondire le loro storie, cercando nei blog a loro dedicati e documentandomi sulla loro estetica, sugli stili di vita e sui comportamenti.

Dietro la loro irresistibile energia, si nasconde un tema che mi è sempre stato caro nella mia attività da regista: la costruzione di un’identità femminile in un ambiente caratterizzato da pressioni sociali, restrizioni e tabù. Era mia intenzione continuare a indagare le questioni giovanili e le narrazioni iniziatiche ma volevo farlo prendendo in considerazione la realtà politica della Francia contemporanea. Anche se la storia è radicata nella società francese, appartiene alla sfera della mitologia cinematografica, parla di giovani sottoposti a restrizioni sociali e tabù: era meglio raccontarla sullo fondo francese per evidenziare come crescono le giovani donne provenienti dalle aree di minoranza povera. Si tratta di una storia di formazione e non di un film sui quartieri poveri o sulle periferie, che ho scelto invece di reinterpretare.

Ho scelta anche di usare il formato Cinemascope. Era quello che ritenevo più adatto per raccontare la storia di una gang e della solidarietà che si instaura tra le sue componenti».

Note

Frammenti d’esistenza, nessuna didascalia, zero moralismo: le banlieusard cantano Rihanna, e la scena è inno di grazia e beltà, non visione apocalittica, post-pasoliniana, di gioventù corrotta e mercificata. Non è solo la nemesi del coming of age e dei suoi canoni fissi, un film contro il mélo sociale lava-coscienza: Diamante nero è anche l’altro lato di Bling Ring.

images-jpgbande-de-filles
Annunci

Martedì 22 novembre

 “Indebito” di Andrea Segre

 indebito-2

 Il regista sarà presente alla proiezione del film-documentario

Soggetto e sceneggiatura: Vinicio Capossela e Andrea Segre

Con: Vinicio Capossela, Theodora Athanasiou, Bufos Puppet Theatre (Anneta Stefanopoulou, Agni Papadeli-Rossetou), Keti Dali, Pantelis Hatzikiriakos, Dimitris Kontogiannis, Vasilis Korakakis, Stefanos Magoulas, Dimitris Mistakidis, Manolis Pappos, Nikos Strouthopoulos, Timoleon Tzanis, Evgenios Voulgaris, Panagiotis Xanthopoulos, Psarantonis Xylouris

Titolo originale:  Rebetiko.

 Italia, 2013

 

Grecia 2013. Nelle taverne di Atene e di Salonicco si perpetua l’antica tradizione dei rebetes, i musicisti che propongono il rebetiko, una forma di blues ellenico che affonda le sue radici in un passato di crisi diversa (e al contempo simile) a quella che colpisce oggi la popolazione. È una musica che si oppone, con i versi delle sue canzoni, al potere ed è, oggi come allora, portatrice di una corrente di ribellione al conformismo passivo. Vinicio Capossela va alla ricerca di questi musicisti e fonde la propria musica con la loro.

Andrea Segre e Vinicio Capossela formano una coppia decisamente interessante per il cinema. Il primo con il suo ‘bisogno’ di raccontare gli ultimi, coloro che la Storia vorrebbe mettere al margine o respingere addirittura nell’oblio delle profondità dei mari chiusi. L’altro con la sua passione per l’astrazione poetica che affonda le radici nella realtà di chi soffre, sogna e spera. Insieme hanno trovato un titolo perfetto e polivalente per questo documentario (prodotto, e anche questo è un segno, da Marco Paolini): Indebito. Perché La Grecia è, ormai quasi per definizione, il Paese “in debito” con l’Europa sul piano economico. Ma l’Europa è da sempre “in debito” con la cultura che in Grecia ha avuto origine per poi plasmare il modo stesso di guardare al mondo di tutti gli europei. Infine “indebito” perché chi canta e ripropone oggi il rebetiko ha un ruolo non propriamente gradito. I gruppi che impediscono di dimenticare la forza di una musica che è nata come forma di protesta, talvolta accesa talaltra solo malinconica, tengono viva una fiamma che non è solo nostalgia per un passato che non c’è più. È dimostrazione della ciclicità della storia e del valore di testi e musiche che non hanno terminato la loro funzione ‘tanti anni fa’. Sono ancora lì a ricordare che l’economia non può essere solo una forma di neopaganesimo prostrato in adorazione del dio Mercato. L’economia è fatta di uomini e donne, delle loro gioie ma anche delle loro sofferenze che la musica e il canto sanno esprimere con grande efficacia. Segre e Capossela ce lo dimostrano in un viaggio in cui il repertorio del rebetiko viene presentato in tutta la sua vasta complessità.

Giancarlo Zappoli     MYmovies.it

Martedì 15 novembre

“In grazia di Dio” di Edoardo Winspeare

In-grazia-di-Dio-3.jpg

Presenterà il prof. Renato Carlassara

Con:  Celeste Casciaro, Laura Licchetta, Gustavo Caputo, Anna Boccadamo, Barbara De Matteis.

Drammatico, durata 127 min. – Italia 2014.

 

Con:  Celeste Casciaro, Laura Licchetta, Gustavo Caputo, Anna Boccadamo, Barbara De Matteis.

Drammatico, durata 127 min. – Italia 2014.

 

Finis Terrae. Leuca, il confine. Una famiglia che sta per perdere tutto. Quattro donne diverse tra loro ma legate in modo indissolubile alla natura e ai luoghi che amano più di qualsiasi altra cosa. La loro casa, la terra alla quale appartengono. La crisi economica sembra distruggere tutto, compresi i legami. Ma loro non ci stanno. C’è un modo per contrastare tutto ciò. C’è da guardare davvero a ciò che si possiede. I beni dei quali, a volte, il mondo si dimentica. Per sentirsi “in grazia di Dio”.

«Quello che accade è di perdere la tenerezza per tutto. Indurirsi sino all’indifferenza. Ricevere tutto come condanna e procedere per inerzia. È la strage d’anime che questi tempi stanno generando. Ho appena finito di vedere un film, “In grazia di Dio”. Ne sono completamente attraversato. Il regista Edoardo Winspeare non vuole drammatizzare, non vuole educare, denunciare. Racconta e basta». Il film proiettato all’ edizione 2014 del Festival di Berlino, e a parlarne – penna sopraffina – è Roberto Saviano, che tesse le lodi della visione naturale e realistica del regista, Edoardo Winspeare.

«C’è il sole meridionale, c’è la pietra – continua lo scrittore di Gomorra, sulla sua pagina facebook – Tricase, Corsano, Leuca. Ci sono parole, le salentine sonorità di Grecia e Bisanzio. Ci sono debiti, e ancora debiti, fabbriche che chiudono, la casa svenduta, pensioni saccheggiate che fanno vivere figli e nipoti. L’onestà pagata a un prezzo d’usura. I rosari, l’emigrazione, la famiglia unita e nervosa a tavola, gli insulti come calce che tiene in piedi affetti compromessi dall’infelicità. E ancora la famiglia, luogo di ferite, ma presenza certa nel bisogno e nell’aiuto. C’è la vita di quattro donne che provano a trovare una strada accettabile quando il lavoro non sembra bastare più come condizione per vivere dignitosamente. E c’è la campagna a cui si ritorna malvolentieri, perché costretti: gli ulivi sul mare, le pietre una sull’altra per ricostruire. È in questa stessa terra che forse riparte una possibilità di vita, di lavoro, di pace e di bellezza».

«Chiunque possa farlo, vada a vedere “In grazia di Dio” – conclude Saviano – La prima vera opera su cosa stiamo diventando e cosa stiamo perdendo. Un suggerimento, forse, per comprendere da dove poter ripartire. Winspeare dà lezione a tutto il cinema italiano, sempre più postura e maschera. Si libera delle piaggerie estetiche, delle furbizie d’autore e torna a scegliere di capire, di scovare il bello, di rintracciare l’errore, l’inganno. Con semplicità, eleganza, con il desiderio di raccontare. Questo film pone la corona d’ulivo sulla testa dell’attrice protagonista Celeste Casciaro, senza dubbio l’attrice italiana in questo momento più originale per capacità espressive e tensione».

http://www.bestmovie.it/news/roberto-saviano
Fonte: Roberto Saviano – Facebook

 

Martedì 8 novembre

“Il Mondo Nuovo” di Ettore Scola

Shooting of Ettore Scola's "La Nuit De Varennes" (The Varennes Escape) In 1981

La rassegna si apre con il film in ricordo del grande regista recentemente scomparso.

Presenterà il prof .Carlo Michielin.

 

Attori: Jean-Louis Barrault, Marcello Mastroianni, Hanna Schygulla, Harvey Keitel, Jean-Claude Brialy, Andréa Ferréol, Michel Vitold, Jacques Zanetti, Didi Perego, Jacques Peyrac, Hugues Quester, Jean-Louis Trintignant, Dora Doll, Fausto Di Bella, Enrico Bergier, Annie Belle, Laura Betti, Caterina Boratto, Antonella Cancelleri, Jean Carre’, Pierre Malet, Claude Le Gross, Aline Mess, Albert Michel, Agnès Nobecourt, Patrick Osmond, Robert Nogart, Jean Tatu, Roger Trapp, Evelyn Dress, Bruno Du Louvat, Daniel Gélin, Maurice Jacquemont, Enzo Jannacci

Sceneggiatura: Ettore Scola, Sergio Amidei Fotografia: Armando Nannuzzi Montaggio: Raimondo Crociani Musiche: Armando Trovajoli Durata: 151 Min Formato: Panoramico

Lo scrittore Restif de La Bretonne, reduce dalla rivoluzione americana, una misteriosa aristocratica, un magistrato, una ricca proprietaria terriera vedova, un commerciante, una cantante italiana e un giovane giacobino sono gli occasionali passeggeri di una diligenza che fa servizio tra Parigi e Verdun. E’ il 21 giugno 1791, e su quella stessa strada con poche ore di vantaggio li sta precedendo la berlina reale in fuga. Infatti, nottetempo, Luigi XVI Re di Francia ha lasciato Parigi con Maria Antonietta ed i figli per raggiungere i suoi alleati alle frontiere con l’Austria e il Lussemburgo. Sempre sulla stessa strada sta viaggiando anche Giacomo Casanova che per una parte del tragitto si unisce agli occupanti della diligenza. Il viaggio si concluderà a Varennes, un piccolo paese in subbuglio, presidiato dagli abitanti della regione. Il Re e la famiglia reale si trovano in stato di arresto nella casa di un venditore di spezie, la ricca vedova termina il suo viaggio, la misteriosa aristocratica ed ex dama di compagnia di Maria Antonietta vede crollare tutti i suoi sogni e Giacomo Casanova verrà ricondotto alla corte del principe boemo da cui era fuggito. Due anni dopo, sotto un ponte di Parigi, una compagnia di girovaghi mostra al pubblico l’esecuzione capitale del Re grazie alle immagini animate di un pantoscopio, uno dei tanti antenati del cinema. (Comingsoon.it)

E’ la storia di un gruppo in decadimento, senza una reale ragione d’essere se non l’attaccamento a discutibili miti, usanze, costumi e consuetudini, convinto di poter continuare a vivere: in qualche modo, quello che intraprendono questi nobili è un viaggio della speranza ma allo stesso tempo della disillusione, in cui hanno modo di capire che c’è anche un altro mondo, lontano dai cliché usurati e dalle ipocrisie conclamate della vita di corte e dei grandi palazzi parigini. I vari Hanna Schygulla e Daniel Gélin, Andréa Ferréol e Laura Betti e compagnia sono indubbiamente dei personaggi decadenti, condannati sin dal principio ad una sconfitta della Storia, e, a parte Jean-Louis Barrault nel ruolo più idealizzato del film, è solo il Casanova di un disincantato Marcello Mastroianni ad essere consapevole della fine. (film tv)

Si può notare come, nonostante il regista sia sempre stato dichiaratamente di sinistra, e a quei tempi molto vicino al PCI, nel film la critica al mondo vecchio che sta tramontando drammaticamente e inesorabilmente non sia astiosa, ma amara e malinconica, piena di umana comprensione per i vinti, pur senza condividere né giustificare i loro difetti che li portarono sul baratro, né tacerli, mentre anche il nuovo mondo che sta nascendo è visto con sguardo acutamente critico. (wikipedia)